giovedì 15 marzo 1979

Arrivederci paese mio - 1979


Ti vedevo anche nel buio della notte,
quando la luna ti rischiarava.
Distinguevo tutto,
le case, la chiesa immobile e maestosa,
come la patrona di tutto il paese.
Arrivederci paese mio, ti lascio piangendo.
Boschi, fiumi tuoi che io ho amato,
amica loro sono stata!
Arrivederci e non addio,
perché arrivederci allevia la mia pena.
Tutto di te mi è noto,
sono cresciuta in te e tutto mi è impresso nella mente.
I monti, i torrenti, i valloni,
il cielo azzurro, il sole ingenuo.
Tutto mi è stato familiare,
ti lascio ma presto tornerò,
ti lascio ma ti amo più d’ogni altra cosa.
Dolce è il tuo paesaggio,
dolce il sussurrare del vento che carezza la mia casa,
bianca nel verde della campagna.
E solo nel lasciarti ti ho veramente scoperto.
Ora che da te sto lontana,
ti vorrei vicino, paese mio,
fatica umana e gioia di caldo sole.

sabato 10 marzo 1979

Dedicato a Zeno - 1979

Zeno, Zeno
Che cammini lentamente
Né domande né perché
Sempre uguale è il tuo volto
Inalterato ad ogni fatto
Ma io so
Che qualche cosa
Sa pur nascere
Nel tuo animo
Si è vero
Il tuo parlare
È davvero esasperante
Lenta, lenta
È la tua vita
Lenta e inutile la canti
Ma col cuore
Te ne guardi
Di dire più
Di quel che senti!

giovedì 1 marzo 1979

Voi poeti - 1979

Voi grandi parlate
Scrivete su tutti,
sui vostri cari
più cari al vostro cuore.
Descrivete in una sognante realtà
La madre vostra
Ma io nulla provo
Non riesco a farvela conoscere
Tutto di lei mi è buio
Pur se perderla
Al solo pensiero
Muoio seguendola da lontano,
senza mai una parola,
senza mai un gesto,
entrambe in un candito abisso,
profondo quanto l’animo vostro.